Domenica, 02 Ottobre 2022

Giornalista iscritto all'Albo Nazionale dal 2012

Attualmente redattore del mensile Mistero

rivista dell'omonima trasmissione televisiva di Italia Uno

 

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Notizie ANSA

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A piedi attraverso la Basilicata N.110 11/02/2012

È stato amore a prima vista tra Lucio Dalla e la città di Matera. Un amore iniziato più di trent’anni fa. Dopo la recente tournée in coppia con Francesco De Gregori che ha portato i due cantautori in concerto alla Cava del Sole, l’artista bolognese è ritornato nella città dei Sassi. Questa volta in veste di ospite speciale per la presentazione del libro "La Lucania a piedi. Dallo Jonio al Tirreno" (edizioni Magister) dell’amico Nicola D'Imperio. L’evento si è tenuto presso Palazzo Viceconti lo scorso 4 febbraio. L'incontro è stato moderato dalla giornalista Rai Tatiana Lisanti. Oltre al sindaco di Matera Salvatore Adduce e l'assessore alla cultura Cornelio Bergantino, hanno partecipato il presidente dell'APT lucana Gianpiero Perri, Giovanni Viceconte e l'artista Nicola Filazzola. Monica Petrara e Cosimo Maragno hanno curato l’accompagnamento musicale della serata. Dalla, già membro del comitato promotore per la candidatura di Bologna a capitale europea della culturale per il 2000, ha dato la propria disponibilità a collaborare per supportare il cammino verso Matera 2019. In particolare si è soffermato a parlare della sonorità e della musicalità dei Sassi. I vecchi rioni materani, infatti, secondo il cantautore sono un grande pentagramma a cielo aperto, suonati in maniera sublime dagli agenti atmosferici quali il vento e la pioggia. Matera rappresenta l’antidoto naturale per contrastare la mediocrità della modernità; questa si può combattere solo con la bellezza e la città dei Sassi può svolgere in pieno questa funzione. Anche l’autore Nicola D’Imperio ha puntato l’attenzione proprio sulla bellezza, quella della gente che ha incontrato nel suo viaggio lucano; tutto questo è diventato l’ossatura del suo libro. D’imperio è originario di Alianello, in provincia di Matera. Si è laureato giovanissimo in medicina presso l’Università di Bologna, dove ha iniziato la sua carriera di medico gastroenterologo, giungendo a ricoprire il ruolo di primario nelle più importanti strutture ospedaliere della città. Alla grande preparazione scientifica alterna, però, altre passioni: nutre da sempre un profondo e attivo interesse per la pittura; la curiosità, l’energia e il desiderio di conoscenza lo guidano, invece, nell’attività di trekking che negli anni lo hanno portato a percorrere migliaia di chilometri. Il libro appena stampato affronta proprio quest’aspetto. La molla che gli ha fatto indossare nuovamente gli scarponi e ha reso possibile la realizzazione del viaggio è stata il film “Coast to coast” del lucano Rocco Papaleo. In verità, però, già da diversi anni il medico lucano aveva in progetto di mettersi in cammino su un itinerario molto simile a quello della finzione cinematografica. Oltre 250 kilometri percorsi a piedi in otto giorni, in viaggio attraversando la Basilicata più intima e segreta: da Terzo Cavone di Scanzano a Maratea. Circa trenta chilometri al giorno in una terra che nasconde ancora scorci incontaminati e silenziosi. Una terra che l’autore preferisce chiamare Lucania, un nome che forse evoca meglio i casolari diroccati e i campi di grano. Questo libro è soprattutto il risveglio, bellissimo ed emozionante, di una “lucanità assopita”. Scrive il medico scrittore nell’introduzione del volume: “Nell’intimità e nell’isolamento spazio-temporale di quei giorni trascorsi a camminare in terra di Lucania, sono riaffiorate nella mia mente le storie, i racconti e le tradizioni popolari fatte della magia e della fantasia che improntavano la vita quotidiana delle persone fino a cinquant’anni fa e che, in qualche caso, ancora persistono. Oggi fa sorridere sentire parlare di malombre, briganti, folletti ed eventi miracolosi, ma non bisogna dimenticare che questi elementi, creati proprio per dare ragione a una vita difficile e agra, facevano parte integrante dell’esistenza e rappresentavano una via di uscita e un sogno collettivo che aiutavano la gente ad accettare la miseria, a dare un significato a cose ed eventi altrimenti inspiegabili per le conoscenze di allora, o ancora, in mancanza di risposte dalla medicina ufficiale, ad accettare formule magiche per guarire le malattie”. Intanto è già in programma il prossimo viaggio a piedi: dalle Dolomiti lucane al Pollino. Ancora una volta alla ricerca del lato oscuro della Lucania che è come un fiume dalle acque profonde, belle proprio perché scorrono senza far rumore.

 

Pubblicato sul settimanale Il Resto N.110 11/02/2012