Domenica, 02 Ottobre 2022

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Attualmente redattore del mensile Mistero

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Rassegna stampa

 

Notizie ANSA

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Puglia e Basilicata da riciclare N. 107 21/01/2012

Da un lato ci sono le discariche quasi piene, dall’altro la buona pratica della raccolta differenziata. La guerra è impari e non si può vincere in tempi brevi, ma qualche battaglia forse sì. Proprio in questi giorni nel capoluogo lucano si è tenuta la settimana edizione regionale dell’iniziativa “Comuni Ricicloni”, ossia la campagna promossa da Legambiente che annualmente premia i comuni più bravi nella raccolta differenziata destinata al riciclaggio e nelle attività destinate a contenere la produzione dei rifiuti. In questo settore importante, però, Puglia e Basilicata restano al palo. Infatti, nella classifica regionale la Basilicata è nelle ultime posizioni con solo due comuni, Montalbano Ionico e Montescaglioso, proprio come l’anno scorso; Montescaglioso si attesta al 62,30%, segue Montalbano con il 61,4%. Ancora peggio la Puglia che, invece, occupa addirittura la penultima posizione con un solo comune. Si tratta di Monteparano, in provincia di Taranto, con il 75,8%; il comune tarantino si riconferma, come l’anno scorso, unico comune pugliese in classifica. Per essere considerati “ricicloni” quest’anno si doveva raggiungere la quota di 60% di raccolta differenziata dei rifiuti raccolti nel corso del 2010. Sono stati premiati, pertanto, i comuni che hanno raggiunto gli obiettivi indicati dalla legge finanziaria del 2007 che imponeva il 50% per il 2009 e il 60% per il 2011. La classifica è stata stilata in base all’indice di buona gestione che rappresenta l’azione a tutto campo del governo nella produzione di rifiuti materiali della comunità locale; è stata considerata, pertanto, la produzione totale di rifiuti pro capite e le relative azioni di riduzione, la separazione di rifiuti pericolosi, i metodi di raccolta, l’efficienza del sistema e la qualità del servizio. In Basilicata e in Puglia siamo ancora lontani dal raggiungimento del 50% così come previsto dalla normativa vigente in materia. Nonostante ciò, c’è un timido trend di crescita. Sono numerosi, infatti, i comuni che hanno deciso di adottare e sperimentare sistemi di raccolte differenziate spinte, il cosiddetto “porta a porta”, ma fanno fatica a consolidare queste pratiche e a renderle efficaci ed economicamente convenienti. Nella “top ten” lucana si piazzano anche Irsina 46,70%, Rionero in Vulture 37,18%, Castelgrande 34,71%, Marsicovetere 32,93%, Satriano 32,86%, San Severino Lucano 32,54%, Marsico Nuovo 29,60% e Albano di Lucania 28,97%. Potenza è al 25,37%, mentre Matera al 22,10%. In Basilicata 62 comuni, ossia circa 200mila abitanti, sono al di sotto del 10% e solo 16 comuni, circa 140mila abitanti, superano il 25%. Una regione piccola, dove teoricamente sarebbe più semplice la gestione dei rifiuti; invece, a farla da padrone è per il 79% lo smaltimento in discarica. Inoltre, è l’unica regione senza impianti di compostaggio; tuttavia, l'impianto di Venosa è ormai cantierabile e si stanno svolgendo le operazioni di affidamento dei lavori, mentre l'impianto di Santarcangelo attende a breve la stipula dell'accordo di programma con la Regione Basilicata. Un altro aspetto non marginale riguarda il costo annuo per abitante che si attesta fra i più bassi con 82,58 euro/ab., ma con un costo per kg in proporzione sensibilmente più alto con 21 eurocent/Kg. Negativo, invece, il bilancio per le aree a vocazione turistico e ambientale. Il Parco nazionale dell'Appennino Lucano, Val D'Agri e Lagonegrese raggiunge solo il 9,20%, il Parco Nazionale del Pollino il 4,93% e il Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti lucane un misero 3%. Fa eccezione il Parco delle Chiese Rupestri del Materano che raggiunge, invece, il 29,06%, poiché sottoposto alle pratiche virtuose del comune di Montescaglioso. Disastrosa, invece la situazione nella vicina Puglia. Tra i capoluoghi di provincia pugliesi la percentuale resta ancora bassissima: Bari è al primo posto, ma con il solo 20%, seguita da Barletta con il 18,7% e da Trani, al terzo posto, con il 15,3%. Brindisi scende al sesto posto con il 12,4%, nonostante sia stato particolarmente efficace il lavoro dei comuni dell’Ato BR2. Taranto ancora una volta si conferma fanalino di coda con l’8,6%. La “top ten” pugliese vede in lista: Monteparano, Erchie, Villa Castelli, San Michele Salentino, Oria, Candela, San Pancrazio Salentino, Matino, Anzano di Puglia e Ceglie Messapica. Resta una domanda sullo sfondo: queste performance negative di Puglia e Basilicata sono dovute solo a disinteresse istituzionali verso queste tematiche o nascondono a un preciso interesse economico di qualcuno?

 

Pubblicato sul settimanale Il Resto N. 107 21/01/2012