Domenica, 02 Ottobre 2022

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Attualmente redattore del mensile Mistero

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Notizie ANSA

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Per una Basilicata senza rifiuti e veleni N.102 10/12/2011

Una Basilicata senza rifiuti e veleni. È solo un sogno o può diventare realtà? Secondo un sodalizio esteso e articolato composto da associazioni diffuse su tutto il territorio lucano questo sarebbe possibile. Gli aderenti a questo progetto sono: Associazione Allelamie, Associazione  Culturale Sacco e Vanzetti, Associazione Italiana Esposti Amianto Vba (Aiea vba), Associazione Lykeios, Associazione M. Mancino - Palazzo S.Gervasio, Associazione per la Sinistra/Rete@sinistra, Associazione Sisma Barile, Associazione Karakteria, Brio, Città Plurale, Cobas, Comunità Lucana No Oil, Coordinamento Acqua Pubblica Basilicata, Epha, Forum Ambientalista, Gvs, Gas Matera, L’alternativa Ferrandina, Legambiente Circolo di Pisticci, Lista dei Cittadini Pisticci, Movimento Politico contro l’Indifferenza “Sui-generiS”, Movimento 5 stelle Basilicata, Ola, Potenzattiva, Respira la Terra, Unione Nazionale Consumatori  di Pisticci e Wwf Potenza. Lo scorso 23 novembre movimenti, associazioni e liberi cittadini si sono ritrovati a Matera, dopo un percorso avviato da tempo, per discutere e rimodulare un nuovo modello di politica. Secondo queste organizzazioni in Basilicata esisterebbe un sistema clientelare con dinamiche di gestione del potere tipiche della peggiore etica della “prima repubblica”. L’acuirsi degli effetti della cosiddetta crisi finanziaria globale sottopone a dura prova la gestione del potere, mettendo in risalto livelli inediti di contraddizione tra le concrete esigenze sociali diffuse sull’intero territorio e la sostanziale coazione a perseverare in un governo della cosa pubblica autoreferenziale ed eccessivamente legato a interessi economici troppo lontani dalle reali esigenze dei cittadini e del territorio e troppo vicini, invece, alle lobbies economiche pienamente inserite nel tessuto politico della regione. Particolare attenzione sarà riservata al tema dei rifiuti. Questa rete di associazioni si propone, infatti, di costruire e attuare la strategia “Combustione Zero e Rifiuti Zero” quale ricerca partecipata di soluzioni pratiche, rivisitabili e costantemente perfezionabili, che non possono prescindere dagli specifici adattamenti locali. Si tratta, in altre parole, di creare una campagna diffusa di democrazia partecipata, cercando di legare, per esempio, i bisogni e l’azione dei produttori ortofrutticoli e degli allevatori con l’azione dei cittadini e dei lavoratori addetti alla prevenzione del dissesto idrogeologico (pacciamatura, rimboschimento, ri/fertilizzazione dei terreni salinizzati e impoveriti con uso del compost organico da raccolta e trattamento dell’umido). Si tratta di creare, in sostanza, un modello politico totalmente nuovo. Cercare di coniugare, per fare un altro esempio, la produzione intensiva di rifiuti con l’iniziativa dei comuni consorziati per la collocazione di inoccupati e disoccupati nella filiera della riparazione, del riuso, del riciclo e del recupero di materia prima/seconda, tramite l’istituzione di impianti di selezione e trattamento a freddo. Altro tema d’interesse sarà il dissesto idrogeologico, una delle piaghe silenti del territorio lucano. Sarebbe opportuno attuare piani di riforestazione mirati, riconvertendo in funzione direttamente produttiva, anche nella forma di filiera selezionata di qualità, la produzione boschiva biologicamente compatibile e di qualità. Si tratta, inoltre, di definire un assetto programmatico di base per la bonifica a monte e a valle dei corsi e dei bacini idrici, non solo tenendo ben presente la priorità della potabilizzazione, ma valorizzandone la funzione strategica di qualità all’interno della filiera di produzione e riproduzione ortofrutticola (bonifica, gestione dell’acqua pubblica, punti vendita diretti dal produttore al consumatore). Questo si potrebbe fare partendo da punti di eccellenza come l’area del metapontino e puntando alla creazione di un “forum”, con cariche elettive e a rotazione, comprendente al suo interno i circa 5.000 produttori locali in sostituzione dei cosiddetti “Consorzi di Bonifica”. I promotori promettono battaglia: azione e di mobilitazione; tra queste, per esempio, la costituzione di parte civile nei processi contro i responsabili delle sempre più numerose morti per tumore, consci del fatto che in Basilicata non c'è semplicemente una "questione ambientale" e di conseguenza sociale, bensì una mera questione di potere che ha stuprato tutto e tutti fin negli interstizi più angusti della vita delle singole persone.

 

Pubblicato sul settimanale Il Resto N.102 10/12/2011