Domenica, 02 Ottobre 2022

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Notizie ANSA

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Riparte lo “spazzatour” lucano N.102 10/12/2011

Era nell’aria. Non stiamo parlando del lezzo dei rifiuti purtroppo presenti nelle strade del capoluogo lucano, ma dell’ordinanza firmata dal presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, al fine di regolamentare il conferimento degli stessi nelle discariche regionali. Il documento è il frutto dell’intesa raggiunta con le due province lucane, i comuni capoluogo e l’Ato Rifiuti. Per ora il tour della monnezza potrà continuare per altri due mesi. Poi, forse, saranno presi altri provvedimenti o si darà seguito agli ampliamenti già previsti. Il viaggio dei rifiuti tra le due province lucane e la loro scia ”odorosa” è assicurata fino al prossimo primo febbraio. Questo è quanto ha stabilito il provvedimento emanato proprio in questi giorni. Nel dispositivo, infatti, si è deciso che proseguiranno i conferimenti dal bacino “Potenza Centro”, per un totale di 6.000 tonnellate, nelle località materane di Salandra e Pisticci, rispettivamente nell’ordine di 1.500 e 4.500 tonnellate e comunque nell’ambito delle disponibilità volumetriche residue rispetto alle precedenti ordinanze. In particolare, il decreto prevede un’estensione temporale della possibilità di trasferimento rispetto a quanto previsto dai precedenti decreti, ma non un aumento di volumetria poiché va a sfruttare le volumetrie che erano già state individuate dalle precedenti ordinanze e che non sono state utilizzate. Le operazioni di trasferimento dei rifiuti dai comuni del bacino “Potenza Centro” alle discariche saranno organizzate dalla Provincia di Potenza che potrà anche avvalersi della stazione di trasferenza di contrada “Aia dei Monaci” di Tito, mentre i due comuni titolari delle discariche di destinazione dovranno dare disposizioni ai gestori affinché accettino i carichi previsti. Il sindaco di Pisticci, Vito Di Trani, intanto fa sapere di non essere disposto ad accettare ulteriori quantitativi di rifiuti solidi urbani. Infatti, considerando anche l'ordinanza regionale dello scorso giugno che prevedeva un trasferimento di 7.500 tonnellate, si raggiungono così le 9.000 tonnellate totali ovvero 1.500 in più rispetto a quanto stabilito la scorsa primavera. Continuando con questo passo a breve l’emergenza dei rifiuti passerà quasi totalmente a carico del Comune di Pisticci che non saprà più dove smaltire la propria immondizia. Si raggiungerà, pertanto, un doppio risultato negativo: il problema regionale, comunque, non sarà risolto e contestualmente sarà acuito in maniera grave nel territorio materano. Sono parole di speranze quelle dell’assessore all’ambiente Agatino Mancusi: “Stiamo procedendo sia pure a piccoli passi verso la normalizzazione del sistema. La situazione sconta una difficoltà iniziale, ma siamo convinti di riuscire a portare tutto a regime”. Parole di speranza, ma forse non di certezza. Il presidente della regione Basilicata, Vito De Filippo, dal canto suo ha spostato l’attenzione, invece, su un argomento importante strettamente collegato alla gestione dell’emergenza rifiuti: “Parallelamente stiamo lavorando sul più sostanziale versante del potenziamento della differenziata e dell’implementazione delle infrastrutture di trattamento dei rifiuti, cosa che consentirà, nel medio termine, il superamento definitivo del problema”. La speranza è sempre l’ultima a morire. Sarà proprio così? Intanto la raccolta differenziata in Basilicata ha raggiunto in media un misero 20% e si sta cercando di consolidare con gradualità l’attività di selezione dei rifiuti. Per percorrere questa strada, però, è necessario un piano dettagliato di completamento dell’impiantistica. In particolare si dovrà procedere all’aggiudicazione dell’impianto di compost di Venosa e a emanare il bando per l’impianto di compost di Sant’Arcangelo. Queste problematiche s’intrecciano e risentono dell’assenza di un piano regionale dei rifiuti in grado di dare una soluzione esaustiva, soprattutto ora che è stata chiusa anche la discarica di Lauria dove conferivano dodici comuni dell’area sud. È un’emergenza cronica quella dei rifiuti lucani che si acuisce a intermittenza. Fino a quando si potrà andare avanti così? Il problema, dunque, resta ancora nell’aria e il suo odore si “sente” pure.

 

Pubblicato sul settimanale Il Resto N.102 10/12/2011