Domenica, 02 Ottobre 2022

Giornalista iscritto all'Albo Nazionale dal 2012

Attualmente redattore del mensile Mistero

rivista dell'omonima trasmissione televisiva di Italia Uno

 

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Notizie ANSA

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Clown terapia una risata non vi seppellirà N.98 12/11/2011

“Vorrei tanto essere un clown perché è l’espressione più alta del benefattore”. La frase del premio Oscar Roberto Benigni potrebbe essere il manifesto della cosiddetta “clown terapia”. Il tema è stato trattato nei giorni scorsi presso il salone del Palace Hotel a Matera nell'incontro per la presentazione del volume: "Il naso rosso – Un clown in corsia" di Alessia Caffio. L'autrice, originaria di Grottaglie, lavora come volontaria nel capoluogo tarantino, proprio attraverso la clown terapia, per cercare di alleviare la malattia dei piccoli degenti del reparto di oncologia pediatrica. Il libro è una testimonianza di vita per la vita. La lotta strenua del sorriso della vita contro la tristezza della malattia che colpisce i bambini in tenera età. Nelle pagine del libro la giovane volontaria ripercorre la sua attività al servizio dei più piccoli, descrivendo l’emozione per l’inizio di quello che chiama “un sogno” e i battiti del suo cuore nell’indossare quel camice che lei stessa ha disegnato con i personaggi delle fiabe e colorato con tonalità vivaci e indelebili. Il libro non è in vendita, ma è possibile prenotarlo sul sito www.mistersorriso.it. La somma raccolta sarà utilizzata per acquistare giraffe porta flebo da donare ai reparti di oncologia pediatrica ed ematologia. La clown terapia è una vera e propria scienza. In particolare si parla di “gelotologia” (da ghelos=riso e logos=scienza, ossia la scienza che studia la risata e il buonumore in funzione terapeutica). Il clown-dottore può essere un operatore sanitario professionale oppure, proprio come nel caso di Alessia, un semplice volontario spinto dalla voglia di aiutare chi è in difficoltà. L’ospedale è trasformato: le pareti fredde e distaccate diventano un ambiente magico; i pazienti sono contagiati con l’allegria, infondendo sicurezza, incoraggiandoli e, quindi, instaurando con loro un rapporto di fiducia. L’autrice del libro fa parte dell’associazione “Mister Sorriso”. Claudio Papa, responsabile del sodalizio, tiene a precisare che: ”Questa è un’organizzazione di volontariato nata a Taranto nel novembre del 2001, dopo dieci anni è presente negli ospedali SS Annunziata e G. Moscati di Taranto e nell'Ospedale di Castellaneta e assicura una presenza costante settimanale in tutti i reparti dei nosocomi con un occhio di riguardo ai reparti pediatrici specie se emato-oncologici. Attraverso la clown-care-terapy si prende cura dei malati con il sorriso, la compagnia, l'ascolto e il buonumore. L'associazione organizza, inoltre, serate con diversabili, bambini con sindrome di down, anziani, etc. In un mondo dove la frenesia del quotidiano ci investe prepotentemente, dove i problemi economici ci gettano nella disperazione, noi ci proponiamo umilmente, come possibile via di fuga dal dolore, specialmente quello psicologico; un sorriso cura più di tante medicine, è una cura per lo spirito, ma anche per il corpo poiché aumenta la produzione di beta-endorfine, artefici dell’innesco delle difese immunitarie. La vita è come una fotografia, se sorridiamo viene meglio”. I clown-dottori generalmente lavorano in coppia, sfruttando le arti dell’improvvisazione teatrale, l’umorismo, la prestidigitazione e l’utilizzo delle marionette e della musica. Secondo il contesto, si può effettuare comicoterapia passiva (far ridere) oppure attiva (stimolare gli interlocutori a produrre situazioni comico-umoristiche). Il naso rosso, poi, soprattutto per i bambini ha una valenza notevole perché permette di porsi in quel confine tra reale e immaginario dove tutto è possibile. Se i bambini ridono di gusto e giocano, anche i loro genitori sono più sereni.  E’ ormai scientificamente dimostrato che il riso ha un effetto terapeutico, spesso è in grado di rendere più rapido il percorso di guarigione. Allo stesso tempo combatte la debolezza fisica e mentale: la sua azione, infatti, causa una riduzione degli effetti nocivi dello stress. Ridere, infine, calma il dolore, giacché distrae l´attenzione da esso e quando riappare non ha più la stessa intensità. L’origine della clown terapia moderna si deve al dottor Hunter Patch Adams. Egli iniziò a formulare una teoria sulla felicità partendo dall’esperienza negativa che l’aveva coinvolto quando era adolescente. Diceva Patch Adams: “Una risata può avere lo stesso effetto di un antidolorifico: entrambi agiscono sul sistema nervoso anestetizzandolo e convincendo il paziente che il dolore non ci sia. Ridere non è solo contagioso, ma è la migliore medicina”. 

 

Pubblicato sul settimanale Il Resto N.98 12/11/2011