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Notizie ANSA

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Problemi di salute per gli ospedali della provincia di Matera N.95 22/10/2011

Non c’è più una cura: gli ospedali della provincia di Matera versano in precarie condizioni di salute. A parte gli scherzi linguistici per descrivere la situazione, siamo al cospetto di un inesorabile smantellamento e ridimensionamento dei presidi sanitari materani. Gli ospedali di Stigliano e di Tinchi sono, infatti, accomunati dallo stesso destino. In questi giorni il comitato cittadino di Stigliano ha fatto sentire la propria voce, forse per l’ultima volta. La missiva è carica di amara ironia: “Non dobbiamo rivolgervi nessun appello, state tranquilli. Piuttosto il nostro vuole essere un saluto da parte di una categoria di lavoratori in via di estinzione”. L’ironia maschera la situazione di precarietà nella quale sono piombati vari lavoratori della struttura: “Infatti, dal primo ottobre scorso, è stata disposta la chiusura definitiva anche di quell'ultimo “baluardo” costituito dalla Medicina Geriatrica, per cui non si faranno più i ricoveri, mentre il personale ritenuto in esubero è stato messo in mobilità”. Secondo il comitato esiste un piano ben preciso: “L'opera di demolizione dell'ospedale è completata. Ma c'è di peggio: per quanto riguarda le funzioni dell'Ospedale distrettuale, di cui tanto si parlava e si diceva, ci rendiamo conto che è solo un bluff, perché in realtà l'azienda dice una cosa e ne fa un'altra. In pratica, ogni servizio viene periodicamente ridimensionato e scommettiamo che nel giro di poco tempo tutto sarà dismesso”. Così ora per i cittadini delle aree interne sarà un ennesimo calvario poter accedere ai servizi sanitari: tempi di attesa biblici, viaggi continui tra ospedali e ambulatori distanti e spese esorbitanti. In gioco non c’è solo la perdita dei posti di lavoro, ma la negazione di servizi fondamentali per l’intera comunità. Proprio per questo il finale della nota è un’invettiva contro la politica: “la vergogna, come tutti i peccati, può essere riscattata col pentimento. Per noi cittadini onesti e truffati, l'unico atto utile e credibile di pentimento, come già un anno fa vi hanno chiesto più di 1.700 cittadini, sarebbe quello delle dimissioni. Il pentimento, si sa, è un atto nobile di grande coraggio che forse non vi si addice, abituati come siete a sottomettervi acriticamente a un potere sempre più viscido e seducente. Anche se abbiamo perso, ci rimane l'orgoglio e l'onore di aver combattuto per il futuro della comunità, non certo per il mantenimento di una misera poltrona”. Da circa tre anni il nosocomio della montagna materana non ha più una sala operatoria funzionante né tanto meno il reparto chirurgia, fulcro di ogni struttura ospedaliera. Già nel 2006 erano stati smantellati i reparti di Ortopedia e Ginecologia. In quella occasione dieci comuni dell’alta collina e della montagna materana avevano sottoscritto un protocollo d’intesa con l’assessore regionale alla sanità e con il presidente della regione al fine di ottenere il riconoscimento di status di ospedale di montagna in deroga al piano sanitario regionale. Il tutto, però, è rimasto lettera morta. Non è certamente migliore la situazione dell’ospedale di Tinchi. Il Comitato Difesa dell’Ospedale ha denunciato di recente le false promesse di rilancio della struttura. I cittadini e i lavoratori aveva abbandonato la protesta che si era protratta ininterrottamente per diversi mesi in vista di una soluzione di compromesso, puntando al riordino delle funzioni ospedaliere. L’intesa con l’assessore regionale alla Sanità era stata intavolata su un piano d’interventi nel quale tra i punti qualificanti era previsto l’istituzione di un Day Service, della Day Surgery di riferimento aziendale, oltre al reparto di endocrinologia e al trattamento del piede diabetico, alla riabilitazione e alla fisiatria intensiva con posti letto h24. A oggi, invece, non è stato realizzato nulla, anzi i direttori vanno avanti per la loro strada, dimostrando che il piano annunciato dalla Regione era solo una misura tampone per calmare gli animi esasperati dei cittadini che protestavano. Le promesse sono state disattese: stesso modus operandi e stessa situazione dell’ospedale di Stigliano. Si stanno, inoltre, chiudendo la guardia medica di Pisticci e Marconia per trasferirne le attività al PTS di Tinchi. Intanto la regione Basilicata in queste settimane ha varato l’intricata selva dei ticket sanitari. A essere malato, forse, è l’intero sistema sanitario, ma a pagare, anche in termini di carenze di strutture, saranno come al solito solo i malati veri.

 

Pubblicato sul settimanale Il Resto  N.95 22/10/2011