Sabato, 01 Ottobre 2022

Giornalista iscritto all'Albo Nazionale dal 2012

Attualmente redattore del mensile Mistero

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Notizie ANSA

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101 posti da visitare gratis N.88 03/09/2011

“Le cose gratuite sono quelle che costano di più. Come? Costano lo sforzo per capire che sono gratuite”. Questo scriveva Cesare Pavese nel 1940. Di cose gratuite da fare in giro per la penisola ce ne sono tante. “101 cose divertenti, insolite e curiose da fare gratis in Italia, almeno una volta nella vita” (Newton Compton – 288 pagine – 9.90 euro) è il titolo del libro disponibile in libreria in questi giorni e scritto dalla giornalista lucana Isa Grassano. Esiste un’Italia da scoprire o, forse, da riscoprire poiché i luoghi citati sono sotto i nostri occhi, spesso sottovalutati, ma non per questo meno belli. Il libro, arricchito dalle illustrazioni di Emiliano Tanzillo, offre una carrellata di posti da visitare spendendo solo i sodi per arrivarci: ritrovare la scarpetta di Cenerentola a Vigevano, cercare l’oro nel torrente Elvo di Biella o imparare a costruire gli aquiloni sul litorale di Cervia. Di questa Italia insolita fanno parte anche la Puglia e la Basilicata. Almeno una volta nella vita bisognerebbe visitare i fondali di Vieste o veder sorgere il sole del nuovo anno a punta Palascia di Otranto, il luogo più a est d’Italia; completamente gratuiti sono anche il ghost tour alla ricerca dei fantasmi tra Campomaggiore e Craco o l’affascinante paesaggio lunare dei calanchi. Isa Grassano è una giornalista professionista free lance; da oltre dieci anni collabora con le principali riviste italiane di turismo ed enogastronomia (I Viaggi di Repubblica, Vie del Gusto) e diverse riviste femminili e magazine specializzati (Elle, Tu, Cucina Naturale). René de Chateaubriand diceva: “La vera felicità costa poco. Se è cara, non è di buona qualità”.

Come nasce l’idea di questo libro?

Sono una giornalista esperta di viaggi e giro molto l’Italia. Amici e parenti mi dicevano: “beata te che viaggi gratis”; così la parolina “gratis” è stata la molla cha ha fatto scattare l’idea. Poi, complice la crisi economica, ho pensato che fosse opportuno mettere a disposizione di tutti la possibilità di fare alcune cose senza dover necessariamente mettere mano al portafogli.

“101 cose divertenti, insolite e curiose da fare gratis in Italia, almeno una volta nella vita”: l’Italia forse offre anche di più; 101, approssimazione per difetto?

L’Italia offre molto di più, ma ho dovuto fare ovviamente una selezione. Ci sono altri posti che meritano una visita e che sono gratuiti. Magari sarà per una seconda edizione.

Nel suo libro ha scelto accuratamente posti insoliti e poco conosciuti, ma certamente non meno affascinanti. Quali località hanno destato in particolare la sua curiosità?

Civita di Bagnoregio, in provincia di Viterbo, mi ha colpito per la sensazione di essere sospesa su di una nuvola. Il paese è separato, infatti, dalla terraferma a seguito d’inarrestabili movimenti e smottamenti; sembra di galleggiare tra le vallate. Tra i musei, invece, particolare è quello dei bottoni a Santarcangelo di Romagna. Ci sono esemplari davvero curiosi: dai bottoni gioiello a quelli più classici, fino ai più curiosi a forma di cornetta del telefono o conchiglia.

Molte delle località indicate nel libro sono poco conosciute. Non crede che in generale manchi un’adeguata promozione del territorio?

Sono convinta che si possa fare di più per promuovere queste località. Forse anche le riviste di turismo dovrebbero dare più spazio ai territori poco noti ma che vantano notevoli ricchezze, anziché puntare sempre a enfatizzare i luoghi più blasonati e già famosi.

I luoghi indicati spesso sono vicini a casa e non ce ne accorgiamo. Come mai?

Forse perché “l’erba del vicino è sempre più verde”? Partiamo alla scoperta del mondo, ma non conosciamo la nostra città, quasi con un pizzico di snobismo.

Anche in Puglia e in Basilicata ci sono posti da visitare gratuitamente. Sono destinati a restare semi sconosciuti?

La Puglia e la Basilicata sono due regioni che si stanno affacciando da qualche anno al turismo e non possono restare ancora sconosciuti per la diversità dei paesaggi, dei monumenti e delle tradizioni che racchiudono. Un esempio? Irsina, piccolo borgo medievale in provincia di Matera ma al confine con la Puglia, conserva l’unico esempio scultoreo nella produzione artistica del Mantegna, uno dei massimi artisti del nostro Rinascimento.

 

Pubblicato sul settimanale Il Resto  N.88 03/09/2011