Martedì, 04 Ottobre 2022

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Notizie ANSA

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Pomarico: un paese che frana N.87 13/08/2011

Sentirsi franare la terra sotto i piedi. E’ questa la sensazione che avvertono gli abitanti di Pomarico, un piccolo centro in provincia di Matera con poco più di quattro mila anime. Il problema non è nuovo, ma nell’ultimo periodo il fronte franoso si sta allargando pericolosamente, minacciando l’intero centro abitato. Già il 20 settembre scorso in una via del centro storico si è verificato il crollo di una casa, fortunatamente disabitata, e il crollo parziale di un muro portante di un’altra abitazione. La situazione, dunque, richiede un intervento tempestivo di concerto del Ministero dell’Ambiente, della Regione Basilicata e della Protezione Civile. Dopo le piogge intense del marzo scorso si è messo in movimento un fronte franoso in località “Capo d’Inferno” che, com’è evidente, ha già nel nome un suono sinistro. Parecchie abitazioni e la scuola elementare si trovano, pertanto, ora proprio a ridosso della frana. Sta di fatto, però, che in questa zona già dal 2008 sono stati messi in cantiere lavori di consolidamento finanziati dal Ministero dell'Ambiente con la realizzazione di una paratia di pali, sicuramente più utile d'un muretto in cemento già sventrato dall'incedere della frana. La difficile situazione sotto gli occhi di tutti è il risultato della mancanza di studi sistematici dello status idrogeologico del territorio che ha comportato nel corso degli anni l’impossibilità di adottare un piano di prevenzione dei movimenti franosi. Pertanto, attualmente, i cinque fossi che circondano il centro abitato sono tutti interessati da frane e smottamenti di diversa entità. Secondo il sindaco di Pomarico Giuseppe Casolaro sarebbero necessari complessivamente oltre otto milioni di euro per contrastare il dissesto territoriale che interessa la comunità; in particolare, nell’immediato, servirebbero tre milioni di euro solo per fronteggiare la situazione di “Fosso San Pietro” nel quartiere Aldo Moro. Altri 950mila euro, invece, sarebbero necessari per il centro storico per mettere a cantiere interventi urgenti e ormai non più rinviabili. In sostanza, secondo il primo cittadino, i 200mila euro stanziati per i lavori in corso necessari per il consolidamento di alcuni punti del centro abitato non sarebbero sufficienti; infatti, secondo una stima provvisoria, l’ammontare complessivo delle somme necessarie sarebbe circa un milione e mezzo di euro. La situazione più preoccupante si riscontra in località “Fosso Bordazzo”, dove si è aperta una voragine di dimensioni considerevoli. Per ora l’allarme del sindaco è stato accolto dalla Protezione Civile e dalla Regione che proprio in questi giorni hanno effettuato un primo sopralluogo. A breve sarà convocato un apposito tavolo tecnico per decidere sull’accordo di programma che potrebbe sbloccare i fondi necessari per i lavori. Si tratta, però, di una corsa contro il tempo perché con l’arrivo delle piogge autunnali la situazione si potrebbe aggravare ulteriormente. Pomarico, in realtà, è solo l’esempio più evidente del dissesto idrogeologico che interessa l’intera regione. Basti ricordare, per esempio, il caso emblematico di Craco che ormai è un paese fantasma e disabitato proprio a causa di una frana che nel 1963 interessò l’intero centro abitato. In Basilicata sono 123 su 131 i comuni a rischio idrogeologico, di cui 56 a rischio frana, 2 a rischio alluvione e 65 a rischio frane e alluvioni. Il primato negativo del rischio idrogeologico nel territorio lucano è, però, detenuto dalla provincia di Matera che presenta ben 31 comuni su 31 a rischio idrogeologico. L’auspicio è che l’albero raffigurato nello stemma comunale del comune di Pomarico possa continuare a mantenere la terra sottostante.

 

Pubblicato sul settimanale Il Resto  N.87 13/08/2011