Domenica, 02 Ottobre 2022

Giornalista iscritto all'Albo Nazionale dal 2012

Attualmente redattore del mensile Mistero

rivista dell'omonima trasmissione televisiva di Italia Uno

 

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Notizie ANSA

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Striscia il petrolio il caso Basilicata N.75 21/05/2011

“Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto”. Si tratta del passo del vangelo Matteo 7:7-8. Il sacro, però, spesso lascia il posto al profano. Profano, si far per dire, è il “curioso” servizio sul petrolio lucano trasmesso nella puntata del quattro maggio scorso nella trasmissione televisiva Striscia la notizia di Canale 5. Andiamo con ordine. Il servizio del famoso telegiornale “ironico” inizia con la constatazione che il prezzo della benzina è ormai alle stelle. “Abbiamo l’oro nero in Basilicata, allora in quella regione la benzina dovrebbero pagarla di meno?” si chiede speranzoso l’inviato Mister Neuro, vestito con un’improbabile quanto simbolica giacca costellata di euro. Lo stesso inviato da subito si da una risposta: “La Basilicata, invece, è povera e non da lavoro ai propri giovani”. Le telecamere del programma allora si spostano al Centro Oli in Val d’Agri. L’ingegner Filippo Massaro, presidente del comitato sviluppo aree interne lucane, nell’intervista precisa che la Basilicata potrebbe essere la regione più ricca d’Europa con i suoi trentotto pozzi di petrolio, ma in realtà è la più povera. Le royalties sono solo nell’ordine del 7% a fronte, per esempio, del 45% dei paesi dell’Africa. La Basilicata prende, dunque, cinque volte di meno rispetto ai paesi sotto sviluppati. Nessuna novità: queste cifre già si conoscono. Come già si conosce il fatto che l’Eni è al contempo controllore e controllata poiché a tutt’oggi non ha ancora messo in funzione un sistema di monitoraggio dell’effettivo quantitativo di greggio estratto quotidianamente. A questo punto l’incredulo inviato si rivolge telefonicamente a Gianni Di Giovanni, responsabile comunicazione esterna dell’Eni. Coup de théâtre: il responsabile afferma che l’Eni rispetta le leggi vigenti, pertanto versa il 7% di royalties così come stabilito dagli accordi. La risposta è straordinariamente semplice, tanto da spiazzare l’inviato Mister Neuro. Tra le righe, quindi, l’Eni per il tramite del suo portavoce fa sapere che le royalties possono essere aumentate solo se esiste la volontà e la pressione dei politici locali che dovrebbero negoziare le royalties nelle sedi istituzionali. Un vero e proprio “caso Basilicata”: poveri in superficie, ricchi nel sottosuolo e “ingenui” nella gestione e sfruttamento. Le royalties a breve potrebbero passare al 10%, ma la Basilicata resterebbe comunque la cenerentola mondiale in fatto di benefici economici per lo sfruttamento del petrolio. Sul Bollettino degli Idrocarburi e delle Georisorse n. 3 del mese di marzo 2011 si apprende che il 28 febbraio scorso la società Delta Energy Ltd ha presentato istanza presso gli uffici del Ministero dello Sviluppo Economico per l’ottenimento del permesso di ricerca denominato “Perito” ricadente nei territori di Pomarico, Montescaglioso e Miglionico. Il quadrato comprende un polmone verde confinante con la diga di San Giuliano e che tocca i tre comuni citati. La nuova istanza si aggiunge alle quindici già presentate e che stanno seguendo i relativi iter amministrativi. Non è tutto: le nuove richieste, provenienti da Eni, Total e Shell, interesserebbero in totale a livello regionale circa ventidue comuni. Cercate e troverete: altro oro nero in arrivo? Bussate e vi sarà aperto: nuove autorizzazioni in arrivo? Chiedete e vi sarà dato: l’aumento delle royalties è decisamente un fatto profano più che sacro.

 

Pubblicato sul settimanale Il Resto  N.75 21/05/2011