Domenica, 02 Ottobre 2022

Giornalista iscritto all'Albo Nazionale dal 2012

Attualmente redattore del mensile Mistero

rivista dell'omonima trasmissione televisiva di Italia Uno

 

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Rassegna stampa

 

Notizie ANSA

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Maltempo ora si contano i danni N.65 12/03/2011

Tanto tuonò che piovve. Un nubifragio tanto improvviso quanto violento ha colto di sorpresa anche la provincia di Matera. Al nubifragio è seguita l’alluvione e a questa i danni. Non è improprio citare vicende bibliche: un nubifragio simile al diluvio universale ha lasciato danni apocalittici. Proprio per questo non è ancora possibile fornire una stima attendibile degli stessi. Sono bastate ventiquattro ore e 100 mm di pioggia per mettere in ginocchio un intero territorio. Un evento eccezionale certo, ma non più di tanto; la media di marzo in zona, infatti, è pari a circa 70 mm. Nell'ultima alluvione dello scorso 2 novembre le misurazioni registrarono 85 mm, di poco inferiore a quelle di questi giorni. I principali fiumi della provincia materana hanno inondato le campagne circostanti. Situazioni critiche persistono in particolare per i fiumi Basento, Agri, Sinni, Cavone e Bradano. Danni ingenti si registrano nella zona dei giardini di Grassano e in quelle di Policoro, Scanzano e Montalbano. E’ il metapontino la zona maggiormente dilaniata dalla violenza dell’acqua. Nella zona delle Tavole Palatine e in tutto il circondario sono andate perdute irrimediabilmente le colture di oltre 50 Km²; cinque strutture ricettive hanno subito il blackout completo di luce, telefono e linee telematiche. Dopo l’immediata richiesta di soccorsi da parte del Prefetto di Matera in questi giorni sono arrivati circa 70 uomini dell’esercito della Brigata Pinerolo. 170 persone sono state ospitate in un centro accoglienza allestito nei pressi della Tavole Palatine di Metaponto. Tra le priorità c’è anche la bonifica di oltre trecento carcasse di animali che potrebbero inquinare le falde acquifere. In queste ore sono al lavoro Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Guardia Forestale, Carabinieri e Polizia, mezzi speciali di soccorso, natanti ed elicotteri coordinati dalla Prefettura. E’ possibile rintracciare le cause di questo disastro? Sul numero 40 della nostra rivista in data 11 settembre 2010 avevamo sollevato il problema della mancanza di pulizia degli alvei dei fiumi regionali, così come denunciato da anni dal geometra Bonelli di Tricarico. Tanto tuonò che piovve. Alla fine dell’anno, inoltre, in un pubblico incontro sullo stato della rete viaria provinciale l’assessore al ramo, Giovanni Rondinone, prospettò la chiusura di alcune arterie a causa del loro stato precario conseguente alla mancanza di risorse finanziarie per la manutenzione. Parole tuonanti, poi è arrivata la pioggia, tanta. La regione è letteralmente divisa in due a causa del cedimento di un pilone del ponte di Calciano sulla strada statale Basentana, già attenzionato nel 2007; gli spostamenti da e per Potenza restano difficoltosi. Si sono avute interruzioni anche sulla strada statale 106 Ionica e sulla provinciale 175. Il 90% delle strade provinciali ha subito danni di varia entità. Risultato: grandi difficoltà per fare il “coast to coast” regionale tanto caro a Papaleo. Intanto sono necessari subito centomila euro per fronteggiare le spese di gestione dell’emergenza, in attesa del riconosciuto dello stato di calamità. I soldi non percepiti per l’ordinaria manutenzione dei fiumi e delle strade ora potrebbero arrivare con gli interessi. In questi casi si parla di emergenza maltempo, ma spesso l’emergenza è nelle cose umane: alla forza della natura si contrappone la debolezza dell’azione amministrativa.


 Pubblicato sul settimanale Il Resto N.65 12/03/2011