Domenica, 02 Ottobre 2022

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Attualmente redattore del mensile Mistero

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Rassegna stampa

 

Notizie ANSA

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Tra cielo e spazio N.54 18/12/2010

Non stiamo parlando del John F. Kennedy Space Center in Florida, noto per i programmi spaziali Apollo e inizialmente conosciuto col nome di Cape Canaveral; non stiamo parlando dello Space Center di Houston ossia del Centro di Controllo delle Missioni della NASA per tutti i voli spaziali. Stiamo parlando, invece, del Centro di Geodesia Spaziale dell'Agenzia Spaziale Italiana, dedicato al Prof. Giuseppe Colombo, sito a circa 10 chilometri ad est nel Comune di Matera, sul limite occidentale della Murgia. L’8 dicembre la Regione Basilicata ha organizzato con il patrocinio del Primo Vicepresidente del Parlamento Europeo Gianni Pittella e del Presidente dell’Intergruppo “Sky and Space” del Parlamento Europeo, Vittorio Prodi, una tavola rotonda dal titolo “L'esperienza lucana del Distretto tecnologico dell’Osservazione della Terra e le opportunità offerte dai programmi UE per lo spazio, la ricerca, l’innovazione, l’ambiente, la sicurezza e le PMI”. L’incontro è stato promosso in occasione della missione istituzionale nella capitale europea del governatore della Basilicata Vito De Filippo con una delegazione di operatori del settore delle tecnologie spaziali. L'iniziativa, realizzata con il supporto dello Sprint Servizio Europa della Regione Basilicata a Bruxelles, è stata l’occasione per presentare alle istituzioni europee il know-how, i progetti e le politiche del sistema lucano di geodesia e per confrontarsi sulle opportunità offerte dalle politiche comunitarie nei settori: spazio, ambiente, ricerca, innovazione, PMI e sicurezza. Il Distretto tecnologico lucano, specializzato nell’osservazione della terra e nelle tecnologie spaziali, occupa attualmente circa un migliaio di persone. L’agglomerato comprende realtà importanti a livello nazionali: il Consorzio TeRN che gestisce lo sportello regionale dell’APRE (Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea), il Centro di Geodesia Spaziale (Agenzia Spaziale Italiana, Telespazio and E-GEOS), il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR, Istituto di Metodologie per l'Analisi Ambientale), l’Università degli Studi della Basilicata, la RELUIS (Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica), l’ARPAB (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Basilicata), il CREATEC (Consorzio di PMI per l’Ambiente e l’Innovazione Tecnologica) e l’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile). Di notevole importanza in questo contesto è il Centro di Geodesia Spaziale di Matera (CGS) inaugurato nel 1983 grazie ad uno sforzo congiunto del Piano Spaziale Nazionale del CNR, della Regione Basilicata e della NASA. La presenza simultanea di metodologie all’avanguardia rende il centro una stazione fondamentale nella rete mondiale per l’osservazione della tettonica del bacino del Mediterraneo e di un gran numero di parametri geofisici e geodinamici. La stessa strumentazione viene, inoltre, utilizzata per la navigazione spaziale, l'astrometria e la radioastronomia. In aggiunta, il programma di robotica spaziale ha permesso l’implementazione di attività di simulazione e test a terra di dispositivi robotici utilizzati anche per le missioni interplanetarie. Recentemente è stato raggiunto, inoltre, un accordo tra l'Agenzia Spaziale Italiana e la Regione Basilicata per il potenziamento delle attività del centro e la costituzione di una cittadella dello spazio. Un centro di eccellenza, dunque, non solo a livello nazionale. Nel 2004 fu addirittura il primo centro a livello mondiale a misurare la variazione dell'asse terrestre dopo lo tsunami nel Sud-Est asiatico. Nel 2007 la base americana di Vandemberg in California ha inviato in orbita il satellite italiano Cosmo-SkyMed i cui dati saranno gestiti proprio dal centro spaziale materano con il compito di monitorare i fenomeni geologici e l'inquinamento atmosferico. Tutto questo non è in America; è nel profondo sud ed è la dimostrazione che anche dalle nostre parti si può respirare la modernità.

 

Pubblicato sul settimanale Il Resto N.54 18/12/2010