Martedì, 04 Ottobre 2022

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Notizie ANSA

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Ospedale di Tinchi: resistenza a oltranza N.51 27/11/2010

Inizia a prendere una connotazione quasi eroica la protesta dei rappresentanti dei comitati di presidio permanente a difesa del nosocomio di Tinchi in provincia di Matera. Dal I° luglio scorso, infatti, prosegue ininterrottamente la protesta estenuante e disperata sul tetto della struttura ospedaliera. Questa forma di lotta continuerà a oltranza. Questa è l’intenzione espressa dai manifestanti al termine dell’ennesima giornata di agitazione del 20 novembre. La lotta ora sembra essersi spostata su due fronti: da un lato il tentativo di impedire lo smantellamento dell'ultimo residuo di attività medico chirurgiche e dall’altro la richiesta di risposte certe in merito alla specializzazione dell’ospedale con l’assegnazione di funzioni quali la Day Surgery, il Day Hospital, la One Day Surgery, il Day Service e addirittura l’Hospice. La riqualificazione della struttura, è questa la via maestra per tentare di salvare il presidio ospedaliero. Questo potrebbe passare attraverso l’allestimento dei nuovi locali del Centro prelievi, la messa in esercizio delle piscine finalizzate alla riabilitazione, il potenziamento del punto di pronto soccorso, oltre che dalla valorizzazione di aree di eccellenza quali endocrinologia, diabetologia e dialisi. Serpeggia molto malcontento tra i manifestanti che non credono più alle promesse che in maniera stantia si trascinano da troppi mesi sia da parte delle istituzioni sia dei soggetti politici di tutti gli schieramenti. Ecco perché i comitati di lotta hanno lanciato un ultimatum alla Regione Basilicata ''affinché metta nero su bianco entro il 23 novembre le promesse fatte per il ripristino della piena funzionalità del nosocomio con tutti i posti di letto sottratti”. Non sono mancati momenti di esasperazione da parte dei manifestanti durante l’intervento del presidente del gruppo consiliare regionale dei Democratici, Vincenzo Viti, in veste di delegato del presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo. “Il tempo non è passato invano - ha precisato Viti - poiché è servito a mettere a punto i lineamenti di una strategia che non poteva guardare alla difesa dell’esistente ma a incrementare il valore e il profilo di un nuovo ruolo affidato all’ospedale di Tinchi. Si tratterà ora - ha concluso Viti nel suo intervento pubblico - di dar luogo con rapidità alle prossime concrete scelte che diano il segno di una volontà di investire e di operare per il rilancio e la valorizzazione, a partire dagli interventi sulle strutture fatiscenti della logistica ospedaliera, alla nuova dislocazione del Cup, alla rimessa in esercizio delle piscine e alle ristrutturazioni che si renderanno necessarie per accogliere le attività aggiuntive previste dal progetto. Non si poteva fare di più in un quadro di finanza pubblica qual è quello che conosciamo. Ne si potrà farlo al di fuori di una rigida complessità del riordino della rete ospedaliera sia provinciale che regionale”. Alza i toni, invece Pietro Giannace del Comitato Difesa Ospedale : “La realtà va in tutt’altra direzione, perché tra qualche giorno il direttore generale dell’Asm chiuderà le residue attività di chirurgia per far posto a fisiatria al secondo piano. Per quel che attiene poi la questione dei posti letto essi saranno funzionali alla natura della nuova missione dell’Ospedale”. In mancanza di risposte certe e perentorie saranno inevitabilmente intraprese forme di lotta ancor più incisive ed eclatanti fa sapere Antonio Forcillo, addetto alla comunicazione dei comitati di lotta. La protesta continua a oltranza, si potrà dire altrettanto per la pazienza dei dimostranti?

 

Pubblicato sul settimanale Il Resto N.51 27/11/2010