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Notizie ANSA

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Il ponte di Calciano: un problema non risolto N.73 07/05/2011

Passato il santo, passata la festa. Il vecchio adagio popolare descrive bene la situazione del ponte Calciano 2 sulla strada statale 407 Basentana, gravemente danneggiato in seguito all’alluvione del 2 marzo scorso. Dopo settimane di disagi per i numerosi pendolari che dovevano raggiungere il capoluogo lucano, una carreggiata della struttura è stata abbattuta. La regolare circolazione è stata, così, ripristinata. Tutto bene, dunque, quel che finisce bene? Per niente. A ritornare nuovamente sull’argomento è il geometra Nicola Bonelli, titolare dell’ex Inerco srl di Tricarico in provincia di Matera. “Il recente crollo del ponte – precisa Bonelli - è una delle conseguenze dei danni prodotti dal nubifragio; il cedimento della struttura è descritto come fatto imprevedibile e addebitabile alla eccezionale piena del Basento. Fortuna ha voluto che le due carreggiate, essendo state costruite in tempi diversi, fossero indipendenti tra loro. Non è certo, però, che in futuro possa andare sempre così”. Più volte, infatti, nel corso degli anni, in particolare nel 1995 e nel 2000, il geometra Bonelli ha segnalato alle autorità competenti il cattivo stato di manutenzione dei viadotti Calciano 1, sito al Km 32 e Calciano 2, sito al Km 37. Erano da tempo in condizioni di rischio a causa dello scalzamento delle fondazioni di alcuni piloni e la conseguente “venuta a giorno” dei relativi pali di fondazione. Nel 2003 anche l’Autorità di bacino evidenziava le pessime condizioni del viadotto Calciano 1. I fenomeni erosivi in alveo sono prevedibili e molto frequenti nei corsi d’acqua a fondo mobile (di sabbia e ghiaia) come nel caso del Basento. Gli accumuli di materiale deviano la corrente e la confluiscono sotto una sola campata. Il restringimento della sezione di deflusso provoca l’aumento di velocità dell’acqua; questa a sua volta determina l’escavazione del fondo alveo fino a scalzare le fondazioni e a scoprirne i pali sottostanti. Tenere fuori terra i pali di fondazione in un corso d’acqua è come piazzare intorno della dinamite, collegata a una miccia a lenta combustione. E’ solo questione di tempo. Questo è puntualmente accaduto al pilone crollato del viadotto Calciano 2. Le fondazioni scalzate e i pali scoperti sono comparsi sotto entrambi i viadotti sin dagli anni ottanta. In una nota Bonelli precisa: “L’altro problema gravissimo – trascurato dall’ANAS – riguarda la soletta su cui poggia il manto stradale. Mentre plinti, piloni e travi presentano uno stato di conservazione tale da garantire altri cento anni di vita, la soletta presenta uno stato di degrado preoccupante: calcestruzzo deteriorato e ferro scoperto e arrugginito. Urge, dunque, un intervento di manutenzione straordinaria, altrimenti molti settori sprofonderanno. Così come del resto è già accaduto qualche anno fa a uno dei settori del viadotto Calciano 2. Concludendo, è auspicabile che l’ANAS vigili con più attenzione sui due viadotti e intervenga con giudizio e competenza. Certo, la loro mole richiede alti costi di manutenzione. Ma, evitando crolli e interventi inutili si può ottenere un notevole risparmio”. Certe volte un fatto straordinario diventa tale perché per troppo tempo è stato considerato banalmente ordinario.

 

Pubblicato sul settimanale Il Resto  N.73 07/05/2011