Domenica, 02 Ottobre 2022

Giornalista iscritto all'Albo Nazionale dal 2012

Attualmente redattore del mensile Mistero

rivista dell'omonima trasmissione televisiva di Italia Uno

 

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Auto blu: lo spreco continua

Vita dura per l’auto blu. Simbolo evidente e spesso spocchioso del potente di turno che si cela dietro i finestrini oscurati. Il più delle volte si tratta di macchine di grossa cilindrata: ingombranti, inquinanti e, soprattutto, costose. Sul sito della presidenza del consiglio è stata pubblicata recentemente l’anagrafe dei mezzi posseduti dalle pubbliche amministrazioni per il 2011. Dai dati pubblicati emerge che sono 59.216, con una stima totale di 64.524 considerando anche quelle di proprietà o in noleggio agli enti che non hanno risposto al questionario. Di queste 10.634 sono le classiche auto blu, mentre 53.890 sono quelle cosiddette “grigie”, ossia a uso di servizio e senza autista. La riduzione rispetto al 2010 è del 10%; un calo più accentuato si registra sulle auto blu, cioè quelle riservate ai vertici delle PA, rispetto alle “grigie”. I dati del censimento 2011 presentano un trend positivo di riduzione dei costi, ma evidenziano anche ampi margini di ulteriore recupero in termini di economicità ed efficienza. Il governo, pertanto, ha avviato un nuovo monitoraggio permanente con l’obiettivo di verificare alcuni aspetti, tra i quali il risparmio del 20% e l’applicazione dei criteri di razionalizzazione, il rispetto dei limiti di cilindrata previsti dalla legge, un diverso impiego delle auto non utilizzate per fini di utilità sociale, la dismissione delle auto obsolete e inquinanti e la riconversione del personale adibito alla guida e alla gestione. A proposito del nostro territorio si scoprono cose interessanti. Si legge, per esempio, che Castelgrande, un piccolo comune in provincia di Potenza con poco più di mille abitanti, avrebbe nove auto blu. In realtà poi si scopre, però, che si tratta di scuolabus, della macchina dei vigili urbani, di un trattore, di una vecchia Panda della polizia locale (usata ora dagli operai per trasportare piccole quantità di materiale) e di una Panda 4X4. La stessa cosa anche per il comune di Potenza; questa è l’amministrazione lucana con il maggior numero di auto blu, ben quaranta. In realtà, anche in questo caso si tratta di mezzi comunali modesti adibiti allo svolgimento dei servizi dell’ente. Allora, dove si annida veramente lo spreco? La solita storia: lo spreco c’è, ma a pagarlo a posteriori è sempre chi non l’ha creato. In tutta la regione ci sono quasi due mila auto blu, di queste una ogni quattro è almeno 1900 di cilindrata. La Regione Basilicata, dal canto suo, aveva annunciato con grande enfasi il taglio del 25% delle auto in servizio precisando che al 31 dicembre 2011 aveva in carico “solo” 64 automezzi. Negli elenchi censiti, invece, risulta un numero decisamente maggiore. Al contingente effettivamente presente nell’autoparco della regione (20 auto con più di 1.900 di cilindrata) bisogna aggiungere le cinque auto del Consiglio Regionale e le sette in dotazione dell’Arbea: tutti gli altri enti sub-regionali, invece, non hanno risposto al questionario. Si tratta, in particolare, dei consorzi industriali, dei consorzi di bonifica, delle aziende sanitarie, dell’Acquedotto Lucano, dell’Acqua spa, dell’Ardsu e della Società Energetica Lucana. Questi enti sub-regionali, infatti, ricevono contributi regionali anche per l’utilizzo dei mezzi di servizio. Nella vicina Puglia, invece, si registra un primato nazionale: il comune di Francavilla Fontana è al secondo posto nella classifica generale con sei auto blu tra i 1.600 e i 1.899 di cilindrata. Dove sono allora gli sprechi? Non è dato saperlo con esattezza. L’Italia, infatti, è il paese degli eccessi, sempre e in tutti i sensi. Si passa facilmente da un estremo all’altro: dal numero incontrollato delle auto blu al rigore eccessivo del controllo. Quasi contemporaneamente, però, si scopre che il governo ha emesso un bando per l’acquisto di altre 400 auto privilegiate con uno stanziamento di oltre dieci milioni di euro. Via agli sprechi, dunque, ma senza esagerare. Una cosa è certa: in Danimarca i ministri utilizzano prevalentemente le bici per recarsi a lavoro; guarda caso sono proprio di colore blu.

 

Pubblicato sul settimanale L'Altravoce N. 1 12/05/2012