Domenica, 02 Ottobre 2022

Giornalista iscritto all'Albo Nazionale dal 2012

Attualmente redattore del mensile Mistero

rivista dell'omonima trasmissione televisiva di Italia Uno

 

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Notizie ANSA

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Chi mette a posto le Poste? N.109 04/02/2012

Benvenuti al sud. Questa espressione normalmente utilizzata per accogliere benevolmente qualcuno, spesso nasconde una valenza ironica. La stessa espressione è anche il titolo di un recente film del genere della commedia all’italiana. Sono narrate le vicende di uno sperduto ufficio postale del napoletano, specchio fedele dei vizi e delle virtù del sud. Un sud sempre in ritardo, dove bisogna attendere lungamente il proprio turno, dove in genere si sgomita per passare davanti a qualcuno e qualche volta ci scappa una bella litigata. Stiamo parlando del sud, ma nello specifico anche degli uffici postali del sud. La Basilicata non è certamente estromessa da questo paradigma. Da qualche mese, infatti, gli uffici postali regionali sono in tilt. I problemi, in realtà, sono di vecchia data, ma la gestione delle pratiche per l’attivazione delle card per il bonus carburanti ha letteralmente fatto saltare il banco. Quello postale rischia di saltare per davvero; quello dei piccoli centri, come quello dei capoluoghi di provincia, sempre più alla mercé dei cittadini esasperati dai disagi, dalle disfunzioni e dalle attese protratte per diverse ore. La situazione sta diventando insopportabile. In questi giorni Cgil, Cisl e Uil regionali hanno presentato un documento unitario dal titolo “Mettiamo a posto le poste”. A seguito delle numerose denunce pervenute alle rispettive associazioni dei consumatori e alle categorie dei lavoratori postali, le sigle sindacali si preparano alla mobilitazione in tutta la regione per costringere Poste Italiane a porre rimedio ai disagi. L’ente postale fa troppe cose e le fa male, nonostante i finanziamenti pubblici di cui è destinataria. “Poste Italiane - sottolineano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Basilicata, Alessandro Genovesi, Nino Falotico e Carmine Vaccaro - è un esempio tipico di privatizzazione fatta in fretta e male. Dai territori arrivano ormai quotidianamente notizie di disservizi e disagi. A Picerno, Satriano, Ruvo del Monte, Lauria e in molti altri centri della regione si registrano ritardi e disfunzioni nella consegna della corrispondenza, ma anche nelle filiali dei centri urbani più grandi, come Potenza, gli uffici postali sono diventati del tutto impraticabili”. Tutto questo comporta file chilometriche agli sportelli, servizi a singhiozzo, disagi e disfunzioni continue che danneggiano gli utenti e gli stessi dipendenti. Tanto più che spesso ad avere la peggio sono gli anziani che devono ritirare la pensione. Il vulnus principale è l’assetto organizzativo. L'origine di questa situazione sta nel fatto che a fronte di un'offerta sempre più articolata di prodotti e servizi, in particolare nel canale bancario e finanziario, il management di Poste Italiane non ha provveduto a potenziare in modo adeguato l'organico. La combinazione di questi fattori ha prodotto un sovraccarico strutturale di lavoro agli sportelli, personale sotto stress e un inevitabile calo della produttività e della qualità dei servizi erogati alle famiglie e alle imprese. Si stima che nella sola provincia di Potenza ci sia un problema di organico sottodimensionato di almeno un centinaio di unità; questo nel tempo sta diventando un problema cronico che non può essere risolto con le assunzioni temporanee di durata trimestrale e bimestrale. Pertanto Cgil, Cisl e Uil, insieme alle rispettive associazioni dei consumatori e alle categorie dei lavoratori postali, chiedono a Poste Italiane di “porre fine alla politica dei tagli indiscriminati al personale e agli uffici postali, di ricalibrare le proprie attività in funzione delle reali esigenze degli utenti a partire da una più netta separazione tra servizi postali e servizi bancari e di ripristinare, infine, un corretto quadro di relazioni sindacali nell'ambito del quale affrontare i nodi irrisolti in materia di premi di produttività e organizzazione del lavoro”. Per protestare contro questo stato di cose il direttivo dell’Anci di Basilicata ha annunciato una manifestazione pubblica dei sindaci che si terrà a Brienza il 4 febbraio. Intanto iniziano a far capolino anche in Basilicata i primi uffici postali privati. Una famosa battuta del film “Benvenuti a Sud” recita: “Quando vieni al sud piangi due volte, sia quando arrivi, sia quando te ne vai”. Di questi tempi succede la stessa cosa anche quando si arriva in un ufficio postale lucano.

 

Pubblicato sul settimanale Il Resto N.109 04/02/2012