Domenica, 02 Ottobre 2022

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Attualmente redattore del mensile Mistero

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Rassegna stampa

 

Notizie ANSA

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Bonus card benzina sarà la volta buona N.79 18/06/2011

E’ diventato quasi un tormentone: ai lucani arriverà il bonus card benzina. Il verbo al futuro è più che mai d’obbligo. Se ne parla da oltre tre anni. Nella campagna elettorale delle politiche dell’aprile 2008, dalle quali uscì vincitore Berlusconi, i muri di molti centri lucani furono tappezzati con manifesti sui quali si prometteva la riduzione della metà del prezzo alla pompa. Nel gennaio 2009 nell’atto del Senato n. 1195 sulla materia energetica il Governo, accogliendo le proposte dei parlamentari lucani del Pdl, propose un emendamento che introduceva l’articolo 27bis e l’istituzione di un fondo per la riduzione del prezzo alla pompa del costo del gas e del carburante nelle regioni interessate dall’estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi. La riduzione del 50% era già sparita; si parlava, infatti, genericamente di riduzione del prezzo. Il meccanismo di funzionamento di tale fondo risultò subito per lo meno iniquo: le entrate per la riduzione del prezzo della benzina provenivano dalle royalties lucane, mentre i benefici erano a vantaggio dei veneti, dei liguri, oltre che degli stessi lucani e delle regioni che avrebbero installato i rigassificatori. Il modello della concessione di una card per la riduzione del prezzo della benzina è stato già sperimentato da alcuni anni in Friuli. Per la Basilicata l’introduzione della card è, invece, strettamente legata all’istituzione di un fondo alimentato dall’incremento delle royalties dal 7 al 10%. La somma complessiva a disposizione da ripartire è di 33,5 milioni di euro, rivenienti proprio dal versamento aggiuntivo del 3% delle royalties secondo quanto stabilito sulla Gazzetta Ufficiale del 21 febbraio 2011 nel provvedimento dal titolo “Riconoscimento delle somme spettanti ad alcune regioni finalizzate a benefici per i residenti nel territorio delle province o dei comuni interessati dalle attività di estrazione in proporzione alle relative produzioni d’idrocarburi”. Secondo tale decreto per le regioni dove il bonus non superi 30 euro a persona, la gestione dei fondi spetterebbe agli enti locali, mentre per quelle dove superi tale limite, come nel caso della Basilicata, spetterebbe direttamente allo stato. I 33,5 milioni si riferiscono alle royalties aggiuntive per il 2009. Tra qualche settimana, invece, dovrebbero arrivare quelle relative al 2010, nettamente superiori rispetto al 2009. A questi introiti bisogna aggiungere eventuali “versamenti liberali” dettati dalla magnanimità delle stesse compagnie petrolifere. Proprio su questo governo e regione stanno lavorando nel cosiddetto memorandum d’intesa e nella riscrittura dei nuovi accordi con i soggetti estrattori. Il bonus card dovrebbe arrivare nelle mani dei patentati lucani con una ricarica di circa cento euro. Dopo il via libera dai ministri Tremonti e Romani, si attende ora la ratificare dell’accordo con Poste Italiane, soggetto incaricato di mettere a punto le card e, quindi, successivamente provvedere alla spedizione agli aventi diritto. In realtà, a fronte di 33,5 milioni di euro a disposizione, a conti fatti il beneficio reale per ogni patentato lucano sarà equivalente a un pieno di benzina all’anno, tenuto conto che in regione il prezzo alla pompa è tra i più alti d’Italia. Con la gestione dei fondi, affidata direttamente al ministero sul modello di quella utilizzata per la social card, si rischia che le spese di gestione del sistema incidano in maniera considerevole, a discapito dei reali benefici. Inoltre, lo sconto benzina sarà erogato a pioggia senza tener conto delle varie fasce di reddito. Il tormentone del bonus card benzina continua, con la speranza che non sia il solito motivetto solo estivo.

 

Pubblicato sul settimanale Il Resto  N.79 18/06/2011