Domenica, 02 Ottobre 2022

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Attualmente redattore del mensile Mistero

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Rassegna stampa

 

Notizie ANSA

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Istruzione: il peso della riforma su Puglia e Basilicata N.52 04/12/2010

«Il futuro dei nostri bambini non fa rima con la Gelmini»: è questo uno dei tanti slogan che si sentono in piazza in questi giorni durante le manifestazioni studentesche. In realtà la frase è tratta da una canzone rap del gruppo musicale Assalti frontali che ha dedicato al ministro la canzone “Il rap di Enea - No Gelmini Day and Night”. Onda Anomala è il nome della protesta che è sfociata nelle piazze di tutta la penisola, occupando i monumenti simbolo di ogni città. La riforma della scuola, tanto contestata e voluta dal Gelmini, ha preso il via con la legge 133/2008 e proseguita poi con legge 169/2008. Il 1º settembre 2009 è entrata in vigore per la scuola primaria e secondaria di primo grado; il 1º settembre 2010 è toccato anche alla scuola secondaria di secondo grado. La riforma dovrebbe entrare a pieno regime solo dall’anno scolastico 2014-2015. Intanto la protesta è inarrestabile. Molti gli elementi in discussione. Il voto in condotta nelle scuole secondarie, mai abolito in precedenza, torna a fare media per concorrere a definire il giudizio finale dell'alunno in sede di promozione. Gli indirizzi (sperimentali e non) di licei e istituti tecnici passeranno da più di 750 a 20. L'insegnamento della lingua e letteratura inglese diventerà obbligatorio per tutto il quinquennio in ogni istituto superiore. La riforma è soprattutto sinonimo di tagli finanziari. Già la legge 133/08 prevedeva tagli per quasi 1. 5 miliardi di euro al FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario) da realizzarsi in 5 anni (2009-2013). 400 milioni di euro sono stati attribuiti alle università statali a parziale reintegro, per il solo 2010, del taglio di 678 milioni previsto dalla manovra dell'anno scorso. Per l’università, inoltre, i nodi cruciali riguardano l'ingresso nei CdA degli atenei di fondazioni private e la drastica riduzione della rappresentanza studentesca negli organi di gestione degli stessi. Altro aspetto importante della protesta riguarda i tagli dei posti di lavoro. I tagli al personale docente previsti per l'anno scolastico 2010/2011 sono 25.600 di cui il 49% al Sud (-12.530 posti). Gli effetti della riforma si fanno sentire anche in Puglia e Basilicata. Il drastico ridimensionamento del corpo docente e del personale Ata, l’espulsione dei precari della scuola, l’aumento del numero degli alunni per classe ed il taglio degli insegnanti di sostegno hanno un effetto ancora più grave in una situazione come quella della Basilicata, caratterizzata a livello geografico anche dai piccoli comuni montani. Nella scuola primaria, rispetto al biennio precedente, sono state tagliate 5.737 unità di cui 166 in Basilicata e 1.230 in Puglia. Nella scuola media la Basilicata perde altre 192 unità, mentre la Puglia 864. I dati più allarmanti riguardano la scuola superiore: - 230 posti in Basilicata e – 1.243 in Puglia. I dati elaborati dall’ANIE (Associazione Nazionale Insegnanti ed Educatori in Formazione) fotografano, dunque, un decremento complessivo di 727 unità in Basilicata e 3.999 in Puglia. Da un lato si cerca di combattere gli sprechi e dall’altro si spendono, però, 20 milioni di euro per comprare le lavagne multimediali. La protesta continuerà al grido “Noi la crisi non la paghiamo“. Intanto su internet è apparso da tempo il sito parodia del ministero della pubblica istruzione (http://www.pubblica.distruzione.org); al suo interno la pubblica istruzione ha lasciato il posto alla pubblica distruzione, ma non si tratta né di un errore di distrazione né di ortografia.

 

Pubblicato sul settimanale Il Resto N.52 04/12/2010