Domenica, 02 Ottobre 2022

Giornalista iscritto all'Albo Nazionale dal 2012

Attualmente redattore del mensile Mistero

rivista dell'omonima trasmissione televisiva di Italia Uno

 

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Rassegna stampa

 

Notizie ANSA

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Differenziata e riciclo o discarica N. 48 06/11/2010

Nomen omen. Le parole non hanno mai un significato casuale. Il rifiuto è ciò che la società ha rifiutato. La vicenda dei rifiuti di Napoli con il suo recente strascico nelle veementi proteste di Terzigno o, per non andare troppo lontano, la stessa querelle di questi giorni della discarica prossima al riempimento di La Martella a Matera, indicano con estrema chiarezza che l’affare rifiuti è un’emergenza e non di carattere temporaneo. Quando, come in questo caso, si parla di emergenza significa che il problema è in una fase acuta e le soluzioni del momento possono essere solo tampone. Le problematiche di oggi non sono altro che i riflessi dei ritardi accumulati negli anni. La mancanza di adeguate politiche di promozione e incentivo della raccolta differenziata e delle buone pratiche del riciclo hanno fatto il resto. La prospettiva del problema è anche e soprattutto economica. Ogni singolo chilo d’immondizia vale oro. Ecco perché alla differenziata e al riciclo spesso si preferisce lo stoccaggio indifferenziato in discarica. La battaglia campale è tra il connubio differenziata più riciclaggio e il semplice conferimento in discarica. Il guadagno facile della gestione delle discariche contro i costi della differenziata e del riciclo. Questo è al contempo lo specchio e la metafora della modernità post capitalista connotata dal consumismo ipertrofico e dal successivo abbandono del superfluo. In Italia il tasso di raccolta differenziata sta gradualmente crescendo e si attesta attualmente intorno al 22,7%, una percentuale comunque irrisoria rispetto al resto d’Europa. Il recente rapporto sui RSU stilato dall’Ispra per l’anno 2009 posiziona la Basilicata agli ultimi posti in Italia per la produzione di rifiuti pro-capite all’anno. Nel 2008 sono stati smaltiti in discarica in media 308 chili per abitante. Questi dati dovrebbero portare a un allontanamento dall’impiantistica pesante e spingere verso la raccolta differenziata. Quest’ultima in Basilicata si attesta al 9,1%, tra gli ultimi posti a livello nazionale, con un incremento di un misero 5% rispetto all’anno precedente.  I comuni più virtuosi sono quelli del materano: Montescaglioso con il 65,3% e Montalbano Jonico con il 59,1%. In Basilicata nel 2009 sono state raccolte circa 13 mila tonnellate di carta e cartone, con un incremento del 5,8% rispetto al 2008. Tra le province la miglior performance spetta a Potenza con oltre 10.000 tonnellate raccolte e un procapite pari a 25,9 kg; più distaccata la provincia di Matera con oltre 3.000 tonnellate raccolte e un procapite di 15,5 kg. Grazie alla raccolta differenziata la Basilicata ha potuto beneficiare di notevoli vantaggi economici, infatti, solo nel 2009 tramite il Comieco sono stati trasferiti ai comuni della regione oltre 530 mila euro come corrispettivo per i servizi organizzati. Per non trovarsi domani nell’ennesima emergenza bisognerebbe conciliare le buone pratiche domestiche, per esempio riducendo l'acquisto di carta plastificata, con l’aumento della differenziata diffusa porta a porta. In altre parole soltanto raccogliendo in modo differenziato i materiali si può procedere poi correttamente verso il loro riutilizzo. Questo eviterebbe le guerre per le discariche. La Basilicata, dunque, produce pochi rifiuti ma ha poca propensione alla raccolta differenziata. Allora, per tornare al latinismo, cui prodest? A chi giova cioè l’apertura, la gestione e l’ampliamento delle discariche sul territorio?

 

Pubblicato sul settimanale Il Resto N. 48 06/11/2010