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Rassegna stampa

 

Notizie ANSA

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Nucleare connection altri sopralluoghi N.17 20/03/2010

Questa settimana sono giunti in Basilicata i membri responsabili della Commissione bicamerale d’inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti presieduta dall’On. Gaetano Pecorella. Gli esperti della Commissione, accompagnati dal pentito calabrese Francesco Fonti, hanno effettuato vari sopralluoghi nei pressi di Costa della Cretagna tra Ferrandina e Pisticci, nel territorio di Bernalda, a Craco vecchia presso Madonna della Stella e al centro Enea di Rotondella. La Commissione sta cercando di far luce su uno scenario abbastanza complesso che ha iniziato a palesarsi oltre sedici anni fa. In seguito alle dichiarazioni dello stesso Fonti, con il memoriale uscito sul L’Espresso del 9 giugno 2005, la procura antimafia di Potenza s’interessò alla vicenda dello smaltimento di alcuni fusti radioattivi nel territorio di Ferrandina, riaprendo, di fatto, un’indagine del 1994 condotta dal procuratore di Matera Nicola Maria Pace. La vicenda riguardava il sotterramento nottetempo di fusti radioattivi nel 1987. In mancanza di riscontri concreti, nonostante i sopralluoghi effettuati, nel 2009 l’inchiesta fu archiviata dal procuratore Basentini. Intanto proprio nel 2009 in seguito allo scandalo delle navi dei veleni a perdere, in particolare la Cumsky, affondate nello Ionio con rifiuti tossici e nucleari gli inquirenti s’imbattevano nuovamente nello scenario già prospettato dal pentito Fonti. L’inchiesta nota come “nucleare connection” s’intersecava anche con la morte Ilaria Alpi e Miran Hrovatin che presumibilmente stavano indagando proprio sul traffico e smaltimento di rifiuti radioattivi con la Somalia. L’attività di smaltimento prospettato dal pentito sembra, quindi, essere solo un piccolo pezzo di un puzzle di uno scenario tutto da verificare. La commissione ha, intanto secretato gli atti molto probabilmente perché è emersa una nuova pista d’indagine. La visita si è conclusa con un niente di fatto. Il pentito non ha fornito ulteriori dati utili per l’inchiesta. Troppo labili i ricordi di Fonti che ha parlato di un “paese illuminato durante il tragitto notturno”. Troppo generico. Durante il sopralluogo ha fatto, inoltre, riferimento, a una statua della Madonna che in realtà nei posti visitati non c’è mai stata. Proprio per queste ragioni la Commissione non ha dato disposizioni per eseguire nuovi scavi nelle zone segnalate. Tanto rumore per nulla? O la Basilicata è nei fatti, non con riconoscimento legislativo, una zona franca dove tutto è possibile?

 

Pubblicato sul settimanale Il Resto N.17 20/03/2010