Domenica, 24 Febbraio 2019

Giornalista iscritto all'Albo Nazionale dal 2012

Attualmente redattore del mensile Mistero

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Il Botticelli svelato - Dicembre 2018

Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi potrebbe sembrare un nome qualunque, eppure forse non tutti sanno che dietro questo appellativo, all’apparenza vagamente aristocratico, si nasconde uno dei più importanti artisti del Rinascimento italiano. Stiamo parlando di Sandro Botticelli. L’impronta artistica che ha lasciato resiste nei secoli: quando si parla di primavera o di bellezza per una libera associazione di pensieri la mente corre subito ai suoi dipinti più famosi, ossia alla Nascita di Venere e alla Primavera. Botticelli, però, non è stato solo questo: è possibile rintracciare significati nascosti ben oltre il canone della bellezza estetica che trasuda dalle sue opere.

Prima di capire quali sono i punti più controversi che si prestano a varie interpretazioni relativamente alle opere più importanti e che denotano una certa predilezione dell’artista nei confronti di alcune particolari tematiche esoteriche, vediamo più da vicino chi era Sandro Botticelli.

 La vita

Nacque a Firenze nel 1445 in via Nuova, oggi Via del Porcellana, ultimo di quattro figli maschi crebbe in una famiglia modesta ma non povera, mantenuta dal padre, Mariano di Vanni Filipepi che faceva il conciatore di pelli. Secondo alcuni documenti di famiglia è possibile desumere che abbia avuto un'infanzia malaticcia che gli avrebbe plasmato poi un carattere introverso, leggibile anche in alcune sue opere dal tono malinconico e assorto.

Il fratello Antonio era orefice di professione (battiloro o battigello), per cui è molto probabile che il giovane Sandro abbia ricevuto una prima educazione presso la sua bottega e da questo particolare forse gli fu affibbiato il soprannome che è diventato più importante del suo cognome reale. La prima vera formazione artistica si svolse invece nella bottega pratese di Filippo Lippi dal 1464 al 1467.

 Nel 1469 lavorava già da solo e in seguito alla morte di Filippo Lippi mise bottega per conto proprio. Tra il 1473 e il 1474 completò un’opera importante, L’adorazione dei Magi, conservato alla National Gallery di Londra; è uno straordinario esempio di anamorfismo, ossia per vederlo correttamente bisogna metterlo in posizione orizzontale.

 Le sue opere successive risentirono delle tematiche umanistiche e filosofiche grazie alle commesse artistiche affidategli da membri importanti della famiglia Medici: si apriva così la stagione della realizzazione dei grandi capolavori. Il 27 ottobre 1480 insieme a Cosimo Rosselli, Domenico Ghirlandaio, Pietro Perugino e i rispettivi collaboratori partirono per Roma per affrescare le pareti della Cappella Sistina. Il ciclo prevedeva la realizzazione di dieci scene raffiguranti le storie della vita di Cristo e di Mosè.

Nel 1502 una denuncia anonima lo accusò di sodomia. La sua fama era ormai in pieno declino anche perché l'ambiente artistico, non solamente fiorentino, era dominato da Leonardo e dal giovane astro nascente Michelangelo. Il pittore ormai anziano e quasi inattivo trascorse gli ultimi anni di vita isolato e in povertà, morendo il 17 maggio 1510. Fu sepolto nella tomba di famiglia nella chiesa di Ognissanti a Firenze.

Una vita dedica completamente all’arte e soprattutto all’esaltazione di un nuovo concetto di bellezza. Con Botticelli si entra, forse per la prima volta, in una nuova concezione artistica: la raffigurazione pittorica non solo fine a se stessa; in altre parole dietro la bellezza esteriore ha cercato di celare un concetto o un messaggio e spesso addirittura un sistema cifrato da interpretare.

(estratto dell'articolo cartaceo)