Giovedì, 23 Settembre 2021

Giornalista iscritto all'Albo Nazionale dal 2012

Attualmente redattore del mensile Mistero

rivista dell'omonima trasmissione televisiva di Italia Uno

 

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Rassegna stampa

 

Notizie ANSA

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A ckiede tiembe…il recupero della memoria N.89 10/09/2011

 Diceva lo storico Braudel: “Attraverso le piccole storie si riesce a cogliere il respiro del passato”. “A ckiede tiembe” – “A quei tempi” è un’espressione dialettale molto diffusa nel sud Italia e quando una persona anziana la pronuncia i suoi occhi si riempiono di una velata nostalgia nel ricordo dei tempi andati. Proprio per fermare e cristallizzare per sempre frammenti di vita quotidiana di un passato che sembra lontanissimo, inghiottito da un presente tecnologico spesso soffocante, è stato pubblicato il libro a cura di Nicola Pavese e Filippo Radogna dal titolo “A ckiede tiembe…! Personaggi, luoghi e fatti della memoria ferrandinese” (Arteprint - 224 pagine) edito grazie al lavoro certosino di raccolta del materiale da parte dell’Associazione “La cupola verde” e il Centro di aggregazione e promozione giovanile di Ferrandina. La pubblicazione esce proprio in occasione del decennale della fondazione dell’associazione e raccoglie una selezione degli articoli scritti dal 2002 al 2011 per il mensile “La cupola verde notizie”. Il testo è un susseguirsi di brevi capitoli che descrivono la vita quotidiana dall’inizio del Novecento, con escursioni anche nell’Ottocento. Numerosi gli aspetti toccati nel libro: scene di vita paesana, gli antichi mestieri, le tradizioni perdute, la religiosità, gli uomini illustri, la bicentenaria tradizione bandistica e la storia del calcio locale. In queste pagine non c’è solo la storia, ma anche l’affettività di una comunità. “Tuttavia – precisa Nicola Pavese coautore del libro – non vogliamo passare come inseguitori di nostalgie, perché il nostro amarcord, con orgoglio e dignità, è volto essenzialmente al recupero di un patrimonio importante che tra qualche anno, se non recuperato e custodito come in questa occasione, andrebbe incontro a una inevitabile dispersione e dimenticanza”. Non si possono, infatti, relegare nel dimenticatoio, per esempio, le cronache delle giornate passate in campagna a pestare l’uva con i piedi, la transumanza dei pastori e la tradizionale raccolta delle olive. Non mancano, inoltre, aneddoti e fatti curiosi. Tra questi rimane memorabile il volo di un pallone aerostatico attaccato a una grande cesta di vimini effettuato dai fratelli Scorpione, pionieri e sperimentatori dell’inizio del Novecento. Fatti antichi e recenti sapientemente mescolati; come, per esempio, la storia di Rondella, il famoso cane melomane di Ferrandina salito alla ribalta addirittura dei tg e dei giornali nazionali per la sua spiccata sensibilità musicale che lo portava a seguire qualsiasi evento cittadino con la sua presenza discreta. Storie di paese, ma anche vicende storiche. Ferrandina, infatti, è stata protagonista della storia risorgimentale. E’ ampiamente documentato che il primo movimento insurrezionale nelle regioni meridionali, quando Garibaldi non era ancora sbarcato in Calabria, si verificò il 16 luglio 1860 proprio nel centro collinare materano. La pubblicazione è impreziosita da numerose cartoline postali d’epoca e da foto in bianco e nero che hanno fissato su carta momenti di vita della comunità aragonese. Sono proprio le foto a corredo del testo a rappresentare lo spaccato antropologico, storico e sociologico della storia locale. Le immagini, infatti, rubano un istante del passato per consegnarlo in maniera permanente al futuro. Così si costruisce e si tutela la memoria storica. Storie minori, ma non per questo meno importanti, tramandate davanti al braciere che ha mantenuto acceso e vivo il calore dei ricordi.

 

Pubblicato sul settimanale Il Resto  N.89 10/09/2011