Venerdì, 05 Giugno 2020

Giornalista iscritto all'Albo Nazionale dal 2012

Attualmente redattore del mensile Mistero

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Notizie ANSA

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A voi la terra, forse

La terra agli agricoltori. Sembra un motto ottocentesco brandito per rivendicare la ripartizione delle terre. In realtà, in questo periodo di crisi, potrebbe essere una bella boccata di ossigeno per il settore primario. Una buona opportunità che, però, sta per svanire. Il 30 giugno scorso, infatti, è scaduto il termine previsto dall’art.66 del decreto-legge n. 1 del 2012 entro il quale il Ministero delle Politiche Agricole e il Ministero dell’Economia avrebbero dovuto approvare il primo decreto attuativo con l’elenco delle terre demaniali da assegnare ai giovani agricoltori. Da notizie informali, però, sembra che il provvedimento sia ancora in fase di elaborazione; il decreto al quale si sta lavorando contempla, però, solo la vendita e non l’affitto, per giunta su un numero molto limitato di terreni.

 Gli agricoltori lucani aspettano

Il provvedimento legislativo interessa anche la Basilicata, dove si dovrebbero assegnare circa 24mila ettari di terreni agricoli per gli under 40. Sulla questione è intervenuto il capogruppo regionale di Sel, Giannino Romaniello, evidenziando che “a tre anni dalle promesse fatte ai giovani dai governi e dai ministri delle Politiche Agricole che si sono succeduti, a più riprese, di destinare 350mila ettari in possesso dell’Agenzia del Demanio, non è stato possibile assegnare nemmeno un solo ettaro”. Nel sottolineare che “sono alcune centinaia i giovani agricoltori lucani (oltre 50mila è il dato nazionale) che guardano con grande interesse alla vendita dei terreni agricoli da parte dell’Agenzia e continuano a chiedere chiarezza nelle modalità di assegnazione”; Romaniello aggiunge che “come ha messo in guardia l’Agia, l’associazione giovani imprenditori agricoli della Cia lucana, è sempre forte il rischio che questi beni dello stato finiscano nelle mani di speculatori”.

 I problemi da risolvere

Per questo motivo Romaniello ha annunciato un’iniziativa a livello nazionale, con un sit-in di protesta davanti la sede del Ministero alle Risorse Agricole per chiedere l’immediata pubblicazione del decreto attuativo con il primo elenco di terre pubbliche da assegnare ai giovani e al contempo ribadire la priorità dell’assegnazione in affitto con contratto agrario per mantenere il carattere di “bene comune” delle proprietà pubbliche; sarebbe, inoltre, necessario emanare una circolare attuativa che fornisca tutte le indicazioni procedurali necessarie per le regioni e gli enti locali titolari di gran parte del patrimonio pubblico a vocazione agricola. Il vero problema è che una lista dei terreni disponibili ancora non esiste; inoltre, la cessione dei terreni del demanio fa parte di una partita più ampia che riguarda tutti i terreni pubblici. Il decreto dovrebbe prevedere anche il fitto, soprattutto perché molto spesso per i giovani è più difficile accedere alla liquidità, sebbene la priorità debba essere data alla cessione totale. La vera partita, più che sui terreni dello stato, si gioca sulle proprietà degli altri enti pubblici. In Basilicata, in particolare, l’80% dei terreni del demanio sono riconducibili ai comuni e alla regione, per questo gli enti locali che hanno sovranità su questi terreni dovrebbero fare un censimento per capire la disponibilità e le caratteristiche per poi stilare un regolamento con le priorità. Ci sono poi alcuni terreni che negli scorsi anni hanno cambiato destinazione d’uso e da agricoli sono diventati industriali. Corsi e ricorsi storici: le terre gli agricoltori le devono conquistare.

 

Pubblicato sul settimanale L'Altravoce N. 10 14/07/2012