Venerdì, 05 Giugno 2020

Giornalista iscritto all'Albo Nazionale dal 2012

Attualmente redattore del mensile Mistero

rivista dell'omonima trasmissione televisiva di Italia Uno

 

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Rassegna stampa

 

Notizie ANSA

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Raccolta poco differenziata

Ampliamento delle discariche al posto della raccolta differenziata spinta porta a porta. Ecco l’essenza dei comportamenti poco virtuosi attuati in Basilicata dalla maggior parte delle amministrazioni locali. Secondo l’ultimo “Rapporto Rifiuti Urbani 2012” dell’Ispra, la raccolta differenziata in Basilicata è ferma a percentuali bassissime.

 Fai la differenza

Ora questo trend negativo potrebbe essere invertito grazie alla possibilità, garantita a tutti i cittadini italiani e quindi anche ai lucani, di denunciare direttamente al Ministero dell’Ambiente le lacune e le deficienze della raccolta differenziata. In questi giorni, infatti, è stata promossa la campagna “Failadifferenza” per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla raccolta differenziata dei rifiuti. La campagna sarà interattiva e consentirà ai cittadini, scrivendo una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., di segnalare disservizi e altre problematiche relative alla gestione della raccolta differenziata sul proprio territorio. Differenziare gli scarti è un passo fondamentale per consentire l’attuazione di un corretto ciclo dei rifiuti. Questa pratica, infatti, consente di ridurre in maniera decisiva le quantità da avviare alla termovalorizzazione o in discarica; consente, inoltre, di recuperare valore con la cessione delle materie prime “differenziate” e, di conseguenza, permette il riciclo e il recupero dei materiali con un minore impiego di risorse naturali. Per un ciclo corretto dei rifiuti è fondamentale, oltre all’impegno delle istituzioni preposte, anche il contributo di ciascuno. Questa potrebbe essere l’occasione buona per procedere verso una decisa inversione di tendenza, soprattutto in Basilicata.

 Organico, questo sconsciuto

Qual è la situazione lucana? Il punto principale è la raccolta “multimateriale” destinata a essere bruciata e ancora spacciata per raccolta differenziata; la raccolta dell’organico, inoltre, è praticamente assente, così come lo sono i centri per la produzione di compost verde. Un ciclo dei rifiuti perverso che alimenta l’eco – business dell’impiantistica degli inceneritori, delle discariche e dei trasporti; si alimenta così un tour della monnezza sostenuto purtroppo anche dai piani e dai programmi regionali e provinciali.

 Il rapporto

Il quadro lucano che viene fuori dall’ultimo rapporto Ispra è desolante: a fronte della diminuzione pro capite di rifiuti che passa da 401 Kg nel 2006 a 377 Kg nel 2010 (la più bassa quantità pro capite per abitante in Italia), si registra, però, una percentuale per la raccolta differenziata dei rifiuti pari al 13,3 %. La Basilicata al quart’ultimo posto a livello nazionale. Se si analizzano poi le percentuali pro-capite di raccolta differenziata la Basilicata si colloca al penultimo posto. La raccolta pro capite dell’organico raggiunge modestissime quantità, pari a 4,4 Kg/abitante, 4,7 Kg/abitante per la plastica e 4,7 Kg/abitante per il legno. Nei piani dei rifiuti mancano, infine, disposizioni per la raccolta dell’organico a vantaggio del compost grigio usato per la colmatura delle discariche con il recupero energetico a caldo delle cosiddette frazioni secche per aumentare la produzione di Cdr (Combustibile Derivato da Rifiuti) o di Css (Combustibile Solido Secondario) che finiscono nei forni dei cementifici di Barile oppure a Fenice. Alla base di questi risultati ci sono incapacità gestionali e manifesta negligenza politica. Forse, però, ci sono anche forti interessi economici; la raccolta differenziata, com’è ovvio, non solletica i portafogli degli speculatori ambientali.

 

Pubblicato sul settimanale L'Altravoce N. 9 07/07/2012