Venerdì, 05 Giugno 2020

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Attualmente redattore del mensile Mistero

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Rassegna stampa

 

Notizie ANSA

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Nel nome della pace

La cosa che colpisce di più di Tenzin Gyatso è la curiosità nel suo sguardo. La stessa con il quale ha osservato l’incantevole scenario dei Sassi di Matera che hanno fatto da cornice alla visita ufficiale in Basilicata. Il Palazzo Viceconte di Matera il 24 giugno ha ospitato la massima autorità buddista tibetana, il quattordicesimo Dalai Lama. Il viaggio lucano ha toccato anche Scanzano Jonico e Sant’Arcangelo.

 Nobel per la pace

Tenzin Gyatso è nato a Taktser, in Tibet, nel 1935 e dal 1959 risiede a Dharamsala, nello stato di Himachal Pradesh, nel nord dell'India. Ha ricevuto il Premio Nobel per la pace nel 1989. É stato capo del governo tibetano in esilio fino all'11 marzo 2011. Ancora detentore della propria autorità religiosa, oltre a pubblicare saggi e insegnare il Buddhismo in tutto il mondo, sostiene energicamente i rifugiati tibetani nella costruzione dei templi e nella salvaguardia della loro cultura. L’incontro è stato voluto fortemente da Betty Williams, altro Premio Nobel per la Pace nel 1976 per il suo ruolo di co-fondatrice della “Community of Peace People”, un'organizzazione che si batteva per una soluzione pacifica della questione dell'Irlanda del Nord. Grazie a una sua idea è nata la “Fondazione Città della Pace per i bambini” nei comuni di Sant'Arcangelo e di Scanzano Jonico, luogo che il governo italiano nel 2003 aveva destinato a diventare deposito unico nazionale di scorie nucleari.

 Le istituzioni

Il sindaco di Matera, Salvatore Adduce, ha espresso la volontà del consiglio comunale di conferire al Dalai Lama la cittadinanza onoraria e ha aggiunto: “Matera, città della pace e dei diritti umani, città di frontiera, città spirituale. Matera è stata nella sua storia un crocevia di popoli e religioni. I Sassi e il Parco delle chiese Rupestri - ha detto ancora Adduce - sono patrimonio mondiale dell’umanità così come il “Palazzo del Potala” che si trova a Lhasa, nel Tibet”. Il sindaco ha, infine, omaggiato il Dalai Lama con un oggetto simbolo della città di Matera: il cucù. Il presidente della provincia, Franco Stella, ha sottolineato, invece, il ruolo di Scanzano: “Da deposito di scorie a “Città della Pace” questa regione ha disegnato un ponte che attraversa le guerre per portarci speranze”.

 I precetti

L’intervento del maestro spirituale tibetano ha catturato subito la simpatia del pubblico e dopo aver raccontato e mimato, complice Betty Williams, un aneddoto del rapporto con sua madre ha dichiarato: “Benché tutti hanno dentro il seme potenziale dell’amore, molto dipende da condizioni circostanti, a volte sfavorevoli. Sono determinato fino alla morte a favorire lo sviluppo del buon cuore per l’umanità. L’altruismo e la compassione sono la vera causa del benessere collettivo. La causa ultima per la sicurezza della pace è la compassione”. Ha poi precisato: “Giro il mondo per incontrare la gente con la quale mi piace dialogare direttamente. Cerco di promuovere i valori umani dell’amore universale. Ho due precisi impegni: il primo è quello di valorizzare i rapporti umani, il secondo quello di migliorare le relazioni tra le varie religioni”. Infine in maniera sorprendete ha affermato: “Ci può essere armonia tra credenti e non credenti: Enrico Berlinguer ne è stato un esempio". Infine il Dalai Lama ha chiesto ironicamente i diritti e i doveri della concessione della cittadinanza materana; per fortuna dalla prima fila il sindaco Adduci ha precisato: “No tax”.

 

Pubblicato sul settimanale L'Altravoce N. 8 30/06/2012