Venerdì, 05 Giugno 2020

Giornalista iscritto all'Albo Nazionale dal 2012

Attualmente redattore del mensile Mistero

rivista dell'omonima trasmissione televisiva di Italia Uno

 

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Notizie ANSA

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Certificazione che?

Certificazione energetica obbligatoria: questa sconosciuta. In pochi sanno di che cosa si tratta, eppure riguarda un aspetto importante nell’ambito della compravendita degli immobili. In sostanza è una certificazione che, tra le altre cose, attesta il consumo medio di energia di un edificio, considerando diversi fattori e adottando come riferimento una tabella per classi dalla A alla G. L’intera vicenda, oltre al fatto in sé, è emblematica anche di una cattiva gestione legislativa e amministrativa. Tutto tace, infatti, in Basilicata in merito alla necessità d’approvazione di una legge regionale ad hoc, così come previsto nel decreto legislativo n. 28 del 3 marzo 2002 che, a sua volta, ha recepito la direttiva europea.

Cosa e’

Tale normativa prevede che la valutazione sia effettuata da figure professionali competenti e autorizzate e consiste nella certificazione del consumo energetico medio con l’ausilio di apposite attrezzature. In particolare si valutano alcuni elementi specifici: l’isolamento termico dell’abitazione, la posizione, la tipologia degli impianti di riscaldamento e dell’energia elettrica. La legislazione nazionale prevede che al momento della vendita o della cessione in affitto di un immobile sia evidenziato il consumo energetico e la classe di riferimento contenuta nella certificazione energetica. In pratica l'obbligo di dotazione e allegazione è previsto per i seguenti casi: nuovi edifici, ristrutturazione edilizia, piano casa, contratti di locazione, installazione di nuovi impianti termici e accesso a sgravi fiscali specifici. In Basilicata, invece, persiste un preoccupante vuoto legislativo. La norma di riferimento è la legge regionale n. 28 del 28 dicembre 2007 che, però, non ha mai completato il suo iter. Nei vari annunci immobiliari le informazioni energetiche obbligatorie non sono quasi mai citate. Eppure dal primo gennaio di quest’anno c’è l’obbligo di indicare negli annunci commerciali di vendita l’indice di prestazione energetica dell’edificio o della singola unità immobiliare.

Il vuoto legislativo lucano

Evidentemente, però, la Basilicata non si può considerare pienamente una regione italiana. Mancando una legge regionale, non sono previste neanche le sanzioni per chi non rispetta la norma nazionale e, pertanto, non esiste neanche l’indicazione dell’ente preposto ai controlli. Negli annunci immobiliari, in particolare quelli online, solo in alcuni casi s’indica genericamente la classe cui appartiene l’edificio, ma non in modo preciso il consumo medio; questo perché, evidentemente, non esiste un Attestato di Certificazione Energetica (Ace). Eppure il risparmio energetico e la consapevolezza del consumo sono le principali leve per il raggiungimento del prezioso obiettivo del risparmio economico ed energetico tanto per le famiglie quanto per le imprese. Le ripercussioni di questa situazione sono molteplici. Una corretta e trasparente certificazione energetica potrebbe avere in prima battuta una ricaduta positiva nelle procedure di progettazione e delle modalità di utilizzo dell'energia degli edifici. Il vuoto legislativo della regione Basilicata non solo genera speculazioni, ma blocca la creazione di nuovi posti di lavoro. Per legge, infatti, si dovrebbe creare un elenco regionale di professionisti autorizzati a effettuare gli studi sugli edifici. Attualmente in Basilicata ci sono una decina di professionisti abilitati, ma, come è ovvio, nessuno lavora in questo settore. Questa vicenda è il modello, al negativo, di un meccanismo perverso: sciatteria amministrativa, disinformazione e opportunità di lavoro sprecate.

 

Pubblicato sul settimanale L'Altravoce N. 6 16/06/2012